: : : INIZIATIVE NAZIONALI : : :
La Rete Nazionale dei Ricercatori Precari opera su iniziative e progetti nazionali oltre che dell'opera (instancabile) dei singoli coordinamenti locali. Terminato l'iter della legge Moratti la Rete focalizzerà la sua attenzione: sulla tutela dei diritti delle precarie e dei precari, sulla propria articolazione e consolidamento organizzativo, sulla confronto programmatico con i prossimi governi, sulla costruzione dell'università del futuro, sulle iniziative culturali. Per questo motivo, oltre alle attività dei singoli nodi locali, la rete seguirà a livello nazionale alcuni progetti intorno ai quali costruire iniziative, approfondimenti e mobilitazioni. Alcuni di questi richiedono un'attività di lungo periodo altre invece sono attuabili immediatamente . Non devi far altro che seguire quella che ti pare più urgente o più vicina ai tuoi interessi:
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| Politica: confronto con l'Unione I partiti politici stanno costruendo il proprio programma per le elezioni del prossimo anno. Per questo, più volte, rappresentanti della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari sono stati invitati per discutere delle proposte per la nuova legislatura (ad esempio nostri rappresentati sono stati ascoltati dalla Fabbrica del programma di Bologna e dal “tavolo per l'elaborazione del programma dell'Unione” per Scuola, università e ricerca). A questo fine la Rete sta cercando di adottare una posizione comune per una campagna che non ci veda confinato nel semplice ruolo di testimone dei mali della precarietà o peggio di comparsa. La recente assemblea nazionale della Rete ha deciso di affrontare questo dialogo sulla base di un accordo chiaro e trasparente con le forze politiche su alcuni punti irrinunciabili e quindi su un confronto programmatico basato su di un programma organico per il sistema dell'università e della ricerca che la Rete Nazionale Ricercatori Precari sta formulando.
| Un contratto con i precari per l’università e la ricerca: il documento con cinque proposte minime. Scarica il volantino in pdf o la versione più leggera. | |
Diritti e vertenze Alcuni nodi e coordinamenti locali della RNRP hanno avviato delle trattative e vertenze con i rispettivi atenei per ottenere diritti e scelte politico-accademiche che contrastino la precarietà esistente. La Rete Nazionale supporta e promuove queste attività attraverso una campagna di supporto nazionale e la costituzione di un gruppo di coordinamento nazionale che opererà su questi temi trasversalmente ai diversi nodi locali. Gruppo tematico nazionale Una mailing list nazionale a partire da gennaio 2005 diventerà il luogo per approfondire la normativa, le piattaforme e le proposte economiche da proporre agli atenei e costituire una “valigetta degli strumenti” per gli altri coordinamenti locali che vorranno costruire vertenze con le proprie amministrazioni. Iscriviti alla mailing list nazionale! |
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| Trasparenza nei bandi di concorso L'approvazione della legge Moratti (230/2005) rende necessario proporre alcune misure di modifica dell'attuale sistema concorsuale o del “mercato” delle docenze a contratto che, per lo meno, disturbino la logica su cui si regge. Si tratta di proposte che possono essere attuate già da subito da parte del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca attraverso l'attivazione (ad esempio tramite i sistemi informatici del Cineca) di un sistema unico nazionale sull'offerta di docenza a contratto e la programmazione che specifichi offerte contrattuali e necessità didattiche permettendo una selezione trasparente e un confronto tra le offerte contrattuali. Ad esempio: Portale nazionale dei concorsi La creazione di un registro/portale nazionale unico con la programmazione dei posti da parte degli atenei, con specifiche relative a carichi didattici e filoni di ricerca; ciò favorirebbe, almeno in parte, la capacità dei ricercatori precari di orientarsi tra i bandi di concorso. Portale nazionale delle docenze a contratto La creazione di un registro/portale nazionale unico sull'offerta di docenza a contratto porterebbe ordine in un “mercato” molto opaco, dove condizioni contrattuali ridicole (docenze praticamente gratuite) convivono con docenze relativamente ben pagate. Questa misura permetterebbe inoltre la trasparenza anche nei confronti degli studenti che così sapranno quanto viene retribuito chi insegna nell'università che dovranno scegliere. |
Pubblicazioni “aperte” La posizione della comunità accademica italiana in merito alla pubblicità del sapere è chiarissima e pressoché univoca (ben 75 rettori su 77 hanno già firmato la “Dichiarazione di Berlino” sull'Open Access Publishing, ovvero sull'accesso aperto alla letteratura scientifica). Già da ora, e con la legislazione vigente, è possibile garantire la più estesa diffusione dei contenuti scientifici attraverso gli strumenti telematici. Ciò assicurerebbe la circolazione delle idee a basso costo e sosterrebbe l’attività delle giovani e giovani ricercatori e di quelle precarie e precari. Per questo occorre mettere in atto una serie di iniziative e campagne in tre direzioni: Concorsi Si tratterebbe in questo caso di elaborare delle modifiche normative per far sì che le pubblicazioni presentate a fini concorsuali siano accompagnate da una loro versione ad accesso aperto. Già buona parte dei rettori italiani ha già preso spontaneamente l'impegno a assicurare che questo tipo di pubblicazione sia accettata come titolo valido. Editoria Spesso gli editori scientifici vedono le loro pubblicazioni già garantite dal finanziamento con i fondi di ricerca, tra l’altro tutte le esperienze di pubblicazione ad accesso aperto – che rendevano accessibile versioni digitali per uso personale e offrivano la versione cartacea di un medesimo volume a pagamento – hanno mostrato come questa modalità di diffusione favorisce le vendite invece di comprimerle. Quindi è necessario stimolare l'open access publishing, tra gli editori a loro stesso vantaggio Diffusione Diffondere tra i ricercatori e i docenti dell’università italiane le ragioni e la possibilità di pubblicare sugli archivi aperti già esistenti (i più importanti sono presso le università di Bologna, Firenze e Trento) dei propri lavori scientifici può essere un’opera di concreta “autoriforma” dell’università prima che anche il mondo politico si accorga delle possibilità e necessità offerte dalle nuove tecnologie. Riferimenti: info@ricercatoriprecari.org |
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| Associazioni locali Il nodo di Roma della Rete si è recentemente costituito in Associazione per tutelare in maniera più efficace i diritti delle precarie e dei precari della ricerca anche attraverso cause legali collettive. Questa esperienza potrebbe essere riprodotta da altri nodi e dalla Rete nel suo complesso, per questo motivo un piccolo gruppo formato dagli interessati e da alcuni esperti dell'argomento si occuperà di confrontare i vari possibili modelli associativi e statuti utili a livello locale, preparando delle semplici istruzioni sul come e perché farla che verrà pubblicato sul sito web della Rete, una sorta di tool kit che indicherà la necessità dello statuto, le possibilità e i costi legali, le difficoltà organizzative e tecniche che ci si trova di fronte quando si deve creare un'associazione. Riferimenti: roma@ricercatoriprecari.org |
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