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Il tema ci appassiona tanto. Quindi proponiamo un gioco nuovo. La costruzione condivisa di una o piu' idee per costruire un percorso di reclutamento che davvero premi le qualita' e i talenti e che tolga potere a consorterie e nepotismi.

Non sara' un'idea unica, ma un wiki in cui si confronteranno e presenteranno le alternative possibile. Si costruira' insieme nel rispetto reciproco. Mi raccomando, cercate di aggiungere e non togliere idee, cercando di precisarle e perfezionarle. Usate i commenti per segnalare i cambiamenti effettuati o dubbi e il forum per le grosse discussioni: Non ho molte idee su come strutturarlo (per ora) ma partirei da questi "capitoli".

1. Premesse generali



2. Percorso di reclutamento

[materia già regolata dal decreto-legge 180]

Se si è d'accordo con l'affermazione che il merito non e' una qualita' personale indipendente da fattori ambientali e formativi il "concorso" o "la selezione" non si possono esaurire in un preciso momento. Piuttosto, la...

Entro il 31 maggio di ogni anno il MIUR, sentite le esigenze dei singoli atenei, bandisce il numero di posti di ricercatore richiesti dal sistema universitario. Viene fissato un vincolo proporzionale tra i posti a concorsi per la posizione di ricercatore e le altre fasce della docente: per ogni posto bandito per I e II fascia devono essere banditi almeno 2 posti da ricercatore.

3. Formazione della commissione

[materia già regolata dal decreto-legge 180]

La commisssione per i concorsi di ricercatore deve essere unica nazionale per ciascun ssd e valida per un anno solare. Deve essere formata da 5 membri, ordinari, reclutati unicamente per sorteggio. La partecipazione ai lavori della commissione rientra negli obblighi della docenza, chi rifiuti non potrà far parte di commissioni di concorso per 3 anni. Chi ha fatto parte di una commissione di concorso non potrà essere sorteggiato nuovamente prima di un anno dalla fine dei lavori della commissione stessa.
I lavori delle commissioni devono concludersi entro 6 mesi dalla data di nomina.

4. Le prove

[materia già regolata dal decreto-legge 180]

Per la selezione

5. deiI ricercatoricriteri èdi previstovalutazione

I ungiudizi colloquiodei suicommissari temidevono diessere ricercadettagliati e le pubblicazioni presentati dal candidato. motivati. 5. I criteri di valutazione

I criteri di valutazione sono definiti in funzione delle specificità di ogni ssd, fermo restando che la valutazione deve considerare 6070 punti massimo per le pubblicazioni, 30 punti massimo per i titoli, 10 punti massimopurché percongruenti ilcol colloquio.ssd. [toglierei[tolto il colloquio poiché il dl 180 non lo prevede; 70/30 o 65/35?]prevede] L'attribuzione dei punteggi per le pubblicazioni avviene in base alle tabelle definite per ciascun ssd.

Per quanto riguarda i titoli si sottolinea che vale 10 punti il titolo di dottore di ricerca, 3 punti per ogni anno di attività di ricerca e/o didattica universitaria retribuita (post-doc, assegni, ricercatori a contratto, incarichi di insegnamento) svolta in istituzioni universitarie o enti di ricerca italiani e stranieri. L'aver fatto parte di gruppi di ricerca nazionali o internazionali vale 1 punto.punto, il coordinamento ulteriori 0,5 punti. Un brevetto vale 10 punti, pro quota per il numero degli intestatari.I giudiziOgni deianno commissaridi devonoborsa essere: a)di pubblici;b)studio vale 1 punto se fruito presso università o analitici.enti di ricerca italiani, e 2 punti se all'estero. Ogni anno di esperienza professionale o in azienda vale 0,75 punti.

Per ciascuna pubbllicazione, ogni componente la commissione deve indicare il punteggio attribuito complessivamente al lavoro, unitamente al punteggio attribuito al contributo individuale del candidato. Nel caso in cui il punteggio del contributo individuale si discosti dal valore medio ottenuto dividendo il punteggio complessivo del lavoro per il numero degli autori, il componente la commissione deve motivarlo con nota a margine.

6. Chiamata

Alla fine la commissione stila una gradutoria in relazione al punteggio complessivo ottenuto da ciascun candidato. I candidati che si piazzano nelle posizioni corrispondenti al numero di posti disponibili hanno la facoltà di scegliere liberamente in quale ateneo - tra quelli che hanno indicato la disponibilità del posto - intende prendere servizio. La scelta va compiuta entro e non oltre 30 giorni dalla pubblicazioni dei risultati del concorso. Ciascun candidato indica 5 sedi, in ordine di preferenza. Hanno diritto di prelazione i candidati con la posizione più alta in graduatoria. Qualtora, per qualsiasi ragione, un candidato sia impossibilitato o rifiuti di prendere servizio viene immediatamente chiamato ad esprimere la sua indicazione sulle sedi in cui desidera svolgere la propria attività il primo degli esclusi dalla graduatoria.
Gli atenei che rifiutino l'assunzione del ricercatore perdono la facoltà di bandire concorsi in quel settore per i successivi 2 anni.

E' UNA COSA SCHEMATICA E BUTTATA GIU' IN FRETTA, MA SPERO POSSA SERVIRE COME BASE DI RIFLESSIONE.

7. Valutazioni e conferme

8. Trasparenza e reputazione




Costruire e' meglio di dibattere!