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Il decreto legge del 25 giugno 2008, n. 112 recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” è stato convertito in legge il 6 agosto 2008, n. 133/2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196.
In allegato il testo completo della relazione.

La manovra economica - della durata triennale - predisposta dal governo mostra il ruolo che hanno per il nostro paese la cultura, la ricerca, la scuola: sono solo voci di bilancio da tagliare.

Prosegue il rito delle promesse elettorali sulla centralità della ricerca e dei giovani e della conseguente presa in giro post-elettorale. Ci limitiamo a riportare le misure direttamente connesse all’Università, anche se politiche ancora più pesanti le troviamo negli EPR e nella scuola. Tutte le misure sono destinate a durare almeno 3 anni.

1. Taglio del fondo di finanziamento ordinario

L'articolo 66, comma 13 (ex- art.72) prevede un taglio di 500 M di euro al fondo di finanziamento ordinario delle Università. Precisamente:
In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

2. Blocco del Turn over

L'articolo 66 (ex-art. 72) il reclutamento degli Atenei nel triennio 2009-2013 è vincolato al 20% del turnover sul numero delle unità di personale (e non di budget): nei fatti il blocco delle assunzioni sia per i tecnici amministrativi che per i ricercatori-docenti. Almeno per quanto ci riguarda la data non è casuale, nel 2013 secondo la legge 230/2004 (la Moratti) la figura del ricercatore va in esaurimento….. preparatevi ad un futuro (remoto) a tempo determinato (se sarete tra i fortunati);

3. Differimento di dodici mesi degli automatismi stipendiali

L'Art. 69. (ex art. 75) dal 1° gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, pur conservando lo stesso importo, diventano triennali; i risparmi conseguenti fino al 2013 (40+80+80+120+160 M di euro) finiscono in un fondo del Bilancio dello Stato (in attesa della prossima unatantum a favore di aziende in crisi, camionisti incazzati o amici degli amici… mica per il reclutamento straordinario che avrebbe reso questa misura accettabile);

4. Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

L'articolo 16 (ex. art.17) afferma che le università potranno trasformarsi in Fondazioni di diritto privato (a beneficio di chi?). Così la relazione:
Art. 16 (Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università)
l’articolo prevede che le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie è trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse. Viene inoltre previsto che le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione.

Se a queste misure aggiungiamo la scelleratezza di politiche come quelle dell’abolizione dell’ICI, della detassazione degli straordinari, di tessere “tagliaspese” per gli anziani da 30 euro al mese (!!!!), il taglio di 190.000 posti nella scuola (molti di noi sono precari anche lì), i ridimensionamenti e i tagli negli Enti di Ricerca e la cancellazione dei limiti posti dal precedente governo al ricorso al lavoro precario, il quadro è chiaro.

Le promesse della Gelmini si sono mostrate per quello che sono: il chiacchiericcio inutile di un ministro fantoccio. Altro che petizioni e richieste al Ministro: nella manovra non c’è nessuna norma a garanzia del reclutamento straordinario. Che potrà magari essere comunque sbloccato con un atto ministeriale; ma che se prima era ridicolo nella sua portata, in un regime di blocco delle assunzioni si configura l’escamotage per reclutare nonostante tutti i pochi “fortunatissimi” di turno. Si tenga conto che per la I sessione 2008 sono ad oggi previsti già: 115 concorsi da ordinario, 177 da associato (entrambi con doppia idoneità, quindi moltiplicate per due) e 67 da ricercatore.

E anche l’aumento delle borse di dottorato, a partire dal gennaio 2008, si rivela una unatantum triennale destinata a scomparire nel mare dei tagli indiscriminati… Mentre i Prin sono bloccati non perché non è finita la valutazione dei progetti ma perché buona parte dei soldi non ci sono più (vedi il post precedente per maggiori informazioni).

Se la manovra rimane questa il nostro impegno è chiaro: faremo di tutto per BLOCCARE LE UNIVERSITA’, gli Enti di Ricerca, la Scuola!!!


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